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Instabilità rotulea


Instabilità rotulea:  

L'instabilità rotulea è una patologia che nasce dalla incongruenza articolare nello scorrimento della rotula sulla doccia femorale (troclea) e si codifica in rapporto al grado, dall'iperpressione rotulea esterna alla lussazione rotulea con il grado intermedio della sublussazione rotulea. L' approfondito esame clinico specialistico e' fondamentale per inquadrare correttamente la patologia e si integra all'acquisizione di specifici esami strumentali (RX assiali, RMN e TC con scansioni specifiche).

Fattori determinanti per l'instabilità rotulea:  

Quali sono i principali fattori che possono determinare la “lateralizzazione” della rotula e quindi il dolore? Anzitutto, un vasto mediale obliquo poco tonico; rigidità o accorciamento delle strutture laterali dell’articolazione; una rotula troppo alta o un aumento di quello che viene definito l’angolo “Q”.

L’angolo “Q” è formato dall’intersezione della linea che rappresenta il vettore di forza del muscolo quadricipite con quella del tendine rotuleo. Se tale angolo supera i 15 gradi nella donna e i 10 gradi nell’uomo è più facile che si determini una iperpressione rotulea e, quindi, una disfunzione.

I problemi patologici della rotula sono quindi soprattutto di natura muscolare, legati all’apparato estensore (quadricipite) e alle porzioni tendinee che si inseriscono sulla rotula ma coinvolgono anche la struttura cartilaginea.

Può succedere, infatti, che il muscolo operi una trazione irregolare, o sulla parte interna o, più spesso, su quella esterna, così che la rotula, non riuscendo a scivolare liberamente nella troclea, sfrega contro il suo orlo provocando, con il passare del tempo, una degenerazione della cartilagine articolare che da liscia diventa rugosa e provoca la sensazione di scrosci (un rumore simile allo schiocco delle dita) e anche di dolore.

Quando il tessuto cartilagineo attorno all’osso mostra segni di cedimento si parla di condropatia rotulea. Mentre per condromalacia si intende un vero e proprio processo degenerativo in atto.

La condropatia, in genere, si manifesta attraverso diversi gradi di gravità a seconda che la cartilagine abbia perso consistenza, mostri piccole fissurazioni o addirittura si noti una perdita di sostanza cartilaginea tale da scoprire l’osso. Questo tipo di patologia, definita anche ginocchio del corridore (runner’s knee), è dovuta a sforzi eccessivi, tipici degli sportivi, spesso aggravati da una situazione anatomica sfavorevole.

La donna risulta più predisposta, data la conformazione delle anche, che essendo più ampie comportano un maggior carico a livello dell’articolazione del ginocchio. Ma anche una eccessiva pronazione del piede compensata da una rotazione esterna della tibia può causare una ipersollecitazione della rotula e, perciò, scatenare una sintomatologia dolorosa.

 

Trattamento dell'instabilità rotulea:

Il trattamento conservativo può portare a risultati positivi nei casi di minore gravità e puo' essere integrato dall'utilizzo di specifiche ginocchiere.

Il trattamento artroscopico più frequentemente utilizzato e la lisi del legamento alare della rotula sotto controllo artroscopico ed eventuale plicatura mini-invasiva del legamento mediale della rotulea (che produce il miglioramento della congruenza estabilità rotulea) associata a trattamento con radiofrequenza della lesione cartilaginea rotulea.

Nei casi di maggiore gravità è indicato un intervento di correzione anatomica (riallineamento dell'apparato estensore) che prevede la reinserzione mediale dell'inserzione del tendine rotuleo associata a lisi del retinacolo laterale e possibile reinserzione muscolare del vasto mediale per ottimizzare la correzione dinamica.

Patologia spesso associata a quella della femoro-rotulea è la patologia della plica sinoviae, membrana interna del ginocchio residuo del processo di sviluppo neonatale del ginocchio. L'inspessimento di questa membrana può provocare sintomatologia dolorosa anteriore o mediale associata a sintomatologia di limitazione meccanica anche simil meniscale.

L'esame RMN integrato all'esame specialistico mirato sono fodamentali nella diagnosi ed il trattameno fisioterapico può portare a risultati soddisfacente nelle fasi precoci della patologia. Quando il quadro persite nonostante il corretto trattamento conservativo e' indicato il trattamento artroscopico.

 

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